Eventi

17 FEBProtocollo d'intesa con la Società Dante Alighieri - Comitato di Torino

Venerdì 14 febbraio presso la sala conferenze dell'Archivio di Stato di Torino è stato firmato il Protocollo d'intesa tra il Centro per l'UNESCO di Torino e la Società Dante Alighieri - Comitato di Torino.

Nasce così un'importante collaborazione tra le due associazioni, al fine di sviluppare sinergie tra le numerose attività culturali che le due realtà da anni realizzano sul territorio.

07 FEBSolidarietà al popolo cinese

Il Centro per l’UNESCO di Torino collabora con la comunità cinese del Piemonte da molti anni, in varie forme. Ha appena ordinato una grande fornitura di guanti da inviare in Cina, che consegnerà come segno tangibile della vicinanza.
Tutti i nostri soci italiani e non solo, sono solidali con tutti i cinesi del mondo e soprattutto con la nostra amatissima Qiong Wu.
“Ieri contro gli ebrei oggi contro i cinesi... l’erba cattiva non muore mai".
Riceviamo questo accorato messaggio da parte di una importante Cino-italiana. Lo pubblichiamo in segno di solidarietà fraterna.

"Cara Italia, non spezzarci il cuore. Fa’ che possiamo amarti come una volta.

Credevamo che i 10.000 km di distanza che separano l’Italia dalla Cina avrebbero impedito che le fiamme della guerra contro il coronavirus divampassero anche qui.

Ma l’epidemia del razzismo si sta espandendo in Italia molto più ferocemente di quanto non stia facendo il coronavirus. Sta infettando l’umanità, sta ammalando la società, sta calpestando i sentimenti degli oltre 300.000 cinesi che vivono in questo Paese, sta avvelenando l’amicizia che i due popoli hanno costruito nel corso di molti anni.

Inizialmente siamo rimasti sorpresi dalle discriminazioni che abbiamo subìto da alcuni italiani. 17 anni fa, durante l’epidemia della SARS, solo i ristoranti cinesi risentirono della crisi. Ma stavolta oltre ai ristoranti, ai bar e ai negozi gestiti dai nostri connazionali, la discriminazione si sta riversando anche sulle singole persone. Su decine di milioni di cinesi.

In questi giorni, l’Italia ci sembra una sconosciuta.

Per le strade aleggia ancora l’aroma di caffè, il cielo è sempre dello stesso azzurro, il sole splende come prima, fa buio tardi e la primavera è alle porte…ma gli sguardi della gente sono cambiati. Ci guardano come se noi cinesi fossimo dei virus ambulanti, alcuni arrivano ad insultarci e maltrattarci.

“Sono giorni che non trovo il coraggio di uscire di casa. Mi terrorizzano gli sguardi pieni d’odio della gente.” Sono le parole di una giovane cinese che studia qui in Italia.

“Cosa può insegnarci l’Italia? Ha ancora un’utilità studiare qui?” ha aggiunto un suo compagno.

“L’inaugurazione dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia Cina sembrava aver sancito un legame fraterno tra i due popoli. Com’è possibile, a pochi giorni di distanza, che tutto sia cambiato, che non ci riconosciamo più?” si interroga un immigrato cinese.

“Sono cinese, e ho delle remore a farmi vedere in giro. Preferisco che sia mio marito ad andare a fare la spesa.” Aggiunge una donna.

Questi sono solo alcuni dei commenti, ma non mancano certo quelli più duri.

Consideriamo l’Italia la nostra seconda casa. Molti di noi scelsero di venire a vivere qui, qualcuno anche illegalmente.

Quando in Cina incombeva ancora il peso della povertà, questo Paese ci donò la speranza, ci regalò una vita migliore dal punto di vista materiale, ci diede un lavoro e un’esistenza serena.

I bambini cinesi che sono nati qui amano l’Italia più di quanto non amino la Cina. Hanno gli occhi a mandorla e intanto parlano nei dialetti più disparati: si sentono italiani al 100%. Come è possibile che, in un batter d’occhio, siano considerati “virus”?

Gli studenti cinesi che vengono a studiare in Italia hanno dei forti ideali, si dedicano anima e corpo allo studio, lavorando sodo affinché possano diventare, in futuro, la nuova forza su cui regge la cooperazione sino-italiana. Sono giovani e pieni di vitalità, hanno appena iniziato a sognare. Non possono accettare di diventare dei “virus”, e iniziano a sentirsi delusi da questo Paese.

Se qualche politico sta usando questa epidemia come slogan a supporto della propria linea politica, farebbe meglio a fermarsi. Siamo dei semplici, normali immigrati. Vogliamo solo vivere nel miglior modo possibile, lavorare>Il Ministero dell’Istruzione dovrebbe istituire nelle scuole un’ora a settimana di “formazione morale”, così che i giovani imparino da subito a rispettare gli altri popoli. È possibile creare un mondo completamente globalizzato, in cui sia la norma vedere persone di diverse etnie che vivono e lavorano insieme. Facciamo in modo che i giovani studenti capiscano che chi discrimina oggi, potrebbe diventare colui che verrà discriminato domani.

Cara Italia, ti abbiamo sempre amata. Amavamo la tua storia e la tua cultura, il tuo cibo e il tuo buon vino, amavamo il buon cuore del tuo popolo. Quanto ti lasciavamo, cara Italia, ti aggrappavi ai nostri sogni, ed era come se non ti lasciassimo mai, come se non fossimo mai troppo lontani e mai troppo a lungo.

È stato un amore lungo 100 anni, che si è trasmesso per generazioni nel corso di un secolo. Un amore che ha superato guerre, patito grandi sofferenze, sovrastato gli ostacoli della Rivoluzione Culturale cinese, arrivando poi a vivere l’apertura al mondo della Cina e, 50 anni fa, l’instaurazione dei rapporti diplomatici con l’Italia. Arrivando oggi all’epidemia del coronavirus iniziata a Wuhan. Tutta questa sofferenza non ha mai intralciato il nostro amore. Solo oggi, per la prima volta, questo virus ci sta facendo dubitare della solidità del nostro sentimento. Proprio come in un matrimonio: quando c’è l’amore, c’è la felicità; quando non c’è più amore, arriva la separazione.

Cara Italia, non spezzarci il cuore. Dimostraci che il cielo non ha cambiato colore, che il sole non splende meno di ieri, che ci guardi ancora con la dolcezza di una volta. Basta un “ciao”, un solo abbraccio, e noi torneremo ad amarti come prima.”

Hu Lanbo

Direttrice della Rivista Cina In Italia

07 FEBTavola Rotonda DDLR Allontanamento zero

Segnaliamo con piacere la Tavola Rotonda "DDLR Allontanamento zero. Quali effetti per il sistema di tutela dei minori oggi in Piemonte" che si terrà venerdì 14 febbraio 2020, ore 14:30 - 17:00, salone "Pia Lai" Cgil (Via Pedrotti, 5 - Torino).

06 FEBPiù donne nei Cda: verso la parità di genere

Mercoledì 5 febbraio 2020, una rappresentante del Centro per l’UNESCO di Torino e del Forum delle Donne del Mediterraneo ha preso parte all’incontro di aggiornamento della legge 120/2011 (Legge Golfo-Mosca) -organizzato nell’ambito del Progetto ‘’Più donne nei Cda e nelle posizioni apicali’’-, che ha introdotto dei rilevanti cambiamenti in materia di intermediazione finanziaria, al fine di tutelare la parità genere nell’accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati. Il Tavolo di Lavoro, costituito a seguito dell’approvazione della Legge Golfo-Mosca presso la Regione Piemonte da Istituzioni di Parità, Associazioni femminili e Ordini Professionali, è volto alla valorizzazione dei talenti femminili e ad un’equilibrata rappresentanza di genere negli ambiti decisionali. Sono intervenute la Rappresentante della Commissione regionale per le Pari Opportunità, la Rappresentante del CIRSDe , la Vice Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’ateneo torinese, due Consigliere di Parità della Regione Piemonte, Alessia Mosca –cofirmataria della suddetta Legge- e la Responsabile della Consulenza Legale Consob e già Responsabile della Divisione Corporate Governance Consob.

Si è discusso a lungo dei temi della formazione e del talento, ricostruendo il quadro generale entro cui collocare la Legge 120/2011, raccontandone la genesi, gli obiettivi e gli scenari futuri.  Originariamente, al genere meno rappresentato –nella maggior parte dei casi quello femminile- era assicurato un terzo delle poltrone per tre mandati successivi alla sua approvazione, mentre alla fine del 2019 l’operatività delle previsioni è stata estesa a sei mandati e la quota riservata è stata innalzata a due quinti degli incarichi.

 

Particolarmente rilevante, in questo senso, è stata la creazione di una banca dati –a cura del Tavolo di Lavoro ‘’Più donne nei Cda’’-, il cui processo d’informatizzazione intende facilitare l’accesso delle donne alle posizioni lavorative apicali, quali gli incarichi all’interno degli organi di amministrazione e controllo. Si tratta di una misura significativa, finalizzata a garantire una più equa rappresentanza di genere nell’ambito lavorativo, valorizzando, così, la formazione ed il talento.

 

Continua anche attraverso la partecipazione a questi incontri ed alla divulgazione di informazione l'impegno del Centro per l'UNESCO di Torino e del Forum delle Donne del Mediteranneo per il raggiungimento della parità di genere, Obiettivo 5 dell'Agenda 2030 ONU.

15 GENCINEMARTE 2020

Continua anche per il 2020 la collaborazione tra Cinema Massaua, Centro per l'UNESCO di Torino ed Accademia Albertina di Belle Arti.

Da gennaio a giugno 7 appuntamenti per vivere la grande arte al cinema attraverso la vita e le opere dei più grandi geni dell'arte. Tutte le pellicole saranno presentate agli spettatori dai docenti dell'Accademia Albertina, da esperti del Centro per l'UNESCO e da professionisti del settore.

Alla fine di ogni proiezione seguirà un dibattito con il pubblico moderato dal giornalista Michelangelo Toma.

I soci del Centro per l'UNESCO di Torino hanno diritto all'ingresso ridotto.

CLICCA QUI per il calendario completo degli appuntamenti.

UNESCO Network News

23 GEN24 gennaio Giornata Internazionale dell'Educazione

L'educazione è un diritto umano, un bene pubblico ed una pubblica responsabilità.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 24 gennaio Giornata Internazionale dell'Educazione, celebrando il ruolo dell'educazione per la Pace e lo sviluppo.


Senza un'educaizone di qualità che sia inclusiva ed equa ed opportunità di apprendimento permanente per tutti, i Paesi non riusciranno a raggiungere la parità di genere ed interrompere quel ciclo di povertà che sta lasciando indietro milioni di bambini, giovani ed adulti.

Oggi, 258 milioni di bambini e ragazzi non vanno a scuola; 617 milioni di bambini ed adolescenti non sanno leggere e far di conto; meno del 40% delle ragazze dell'Africa sub-sahariana completa l'educazione secondaria e circa 4 milioni di bambini e giovani rifugiati sono al di fuori del sistema scolastico. Il loro diritto all'educazione è violato ed è inaccettabile.

Come sottolinea la Direttrice Generale dell'UNESCO, Audrey Azoulay, nel suo messaggio in occasione della Giornata:

"Perchè, adesso più che mai, dobbiamo agire. L'UNESCO, in occasione della Giornata Internazionale per l'Educazione, invoca un'azione per l'educazione. Autorità politiche ad alto livello e cittadini, Stati ed associazioni, insegnanti e genitori di studenti: ognuno, a proprio modo, ha un ruolo da svolgere nel rendere il diritto all'educazione una realtà per tutti. E' una nostra responsabilità verso le future generazioni".

Per approfondire:

 

#EducationDay

17 DICPatrimonio immateriale UNESCO: i nuovi elementi iscritti nella Lista

Dal 9 al 14 dicembre il Comitato Intergovernativo di Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, presieduto da Maria Claudia Lopez Sorzano, Segretaria alla Cultura, allo Svago e allo Sport di Bogotá, si è riunito nella capitale colombiana.

Durante questi sei giorni, i 24 membri del Comitato hanno rivisto la Convenzione  per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale nella quale è prevista una serie di procedure per l’identificazione, la documentazione, la preservazione, la protezione, la promozione e la valorizzazione del bene culturale immateriale.

Il Comitato ha, inoltre, deciso di riconoscere come Patrimonio Immateriale 35 nuovi elementi iscrivendoli ufficialmente alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale contribuendo a dimostrare la diversità del patrimonio intangibile e ad aumentare la consapevolezza della sua importanza.  

Tre di questi elementi sono italiani: Transumanza, Alpinismo e Perdonanza Celestiniana. La candidatura della Perdonanza Celestiniana ha carattere nazionale mentre le altre due sono transnazionali (la Transumanza con Austria e Grecia e l'Alpinismo con Francia e Svizzera). Sale così a 12 il numero degli elementi inscritti dal nostro paese in questa prestigiosa lista UNESCO.

 

LA TRANSUMANZA

Ogni anno in primavera e in autunno, migliaia di animali sono condotti da mandriani, accompagnati dalle loro famiglie, lungo un itinerario che attrversa le Alpi e il Mediterraneo. La pratica della transumanza modella le relazioni tra gli uomini, gli animali e gli ecosistemi ed implica dei rituali e delle pratiche sociali specifiche in materia di cura e allevamento del bestiame, di coltivazione delle terre e della gestione delle risorse idriche. I pastori transumanti hanno una conoscenza approfondita dell’ambiente, del territorio, dell’equilibrio ecologico e del cambiamento climatico e possiedono inoltre un savoir-faire particolare legato a ciò che riguarda l’artigianato e la produzione alimentare.

L'ALPINISMO

L’alpinismo è l’arte di scalare le cime e le pareti delle montagne, che esse siano di roccia o di ghiaccio. Per praticarlo sono necessarie capacità fisiche, tecniche e intellettuali: questa attività si pratica utilizzando materiale e strumenti molto specifici che bisogna saper conoscere. Si tratta di una pratica tradizionale caratterizzata da una cultura condivisa, che racchiude la conoscenza dell’ambiente dell’alta montagna, la storia della pratica e i valori che le sono associati. L’alpinismo richiede anche conoscenze approfondite sull’ambiente, sulle condizioni climatiche e sui rischi naturali. Alla base della pratica vi sono anche principi etici che riposano sull’impegno di ciascuno a non lasciare traccia del proprio passaggio, di aiutare gli altri alpinisti in caso di bisogno e un forte spirito di squadra, di cui la corda è simbolo. La maggior parte degli scalatori appartengono a club alpini, vettori della cultura dell’alpinismo. Dal XX secolo, i club alpini dei tre paesi coltivano dei legami di amicizia e organizzano frequentemente degli incontri bilaterali o trilaterali a diversi livelli.

LA PERDONANZA CELESTINIANA

 Ispirata alla bolla pontificale emessa dal Papa Celestino V, la Perdonanza Celestiniana è una celebrazione che ha luogo nella provincia de L’Aquila generalmente tra il 23 ed il 29 agosto di ogni anno. La caratteristica principale di questa commorazione è che ripropone un insieme di rituali che risalgono al 1294 veicolando un sentimento di forte appartenenza e di identità culturale, come la Marcia del perdono e l’accensione del Fuoco del Morrone. La celebrazione si conclude a L’Aquila, con l’accensione dell’ultimo treppiedi e una lunga parata accompagnata dai tre personaggi simbolo dei valori tradizionali, la Dama della bolla per l’ospitalità, il Giovin signore per la solidarietà e la Dama alla croce per la pace. La volontà di mantere viva questa tradizione da parte della comunità locale ha permesso una sempre maggiore visibilità e partecipazione.

 

CLICCA QUI per maggiori informazioni sugli altri elementi iscritti nella Lista

15 NOVConferenza Generale UNESCO

E' in corso di svolgimento a Parigi, presso la sede dell'UNESCO, la 40esima sessione della Conferenza Generale dell'Organizzazione.

Due settimane di lavori, 193 Stati membri, 6 Commissioni, 4 Comitati e 25 eventi collaterali che coinvolgeranno Capi di Stato e più di 150 ministri renderanno l'UNESCO un laboratorio di idee dove sarà possibile osservare il "multiculturalismo in azione".


Il 14 novembre, in accoglimento della proposta del Consiglio Esecutivo dell'UNESCO dell'ottobre scorso, la Commissione APX della Conferenza Generale ha confermato l'emendamento alla Risoluzione che aboliva i Centri per l'UNESCO, riconoscendo la specificità e l'importanza dei Centri come espressione della società civile.

La Presidente del Centro per l'UNESCO di Torino, Maria Paola Azzario, partecipa ai lavori in qualità di Presidente del Forum Internazionale delle Donne del Mediterraneo (ONG in parteneriato ufficiale con l'UNESCO) e membro del Consiglio Direttivo della Federazione Mondiale delle Associazioni, Club e Centri per l'UNESCO.

Tutte le informazioni sulla Conferenza Generale sono disponibili al seguente link: https://en.unesco.org/generalconference/40/multi-lab

10 OTT11 ottobre Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze

Per celebrare la Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze venerdì 11 Ottobre 2019, l’UNESCO, Plan International France e il Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri Francese, organizzeranno un evento speciale a Parigi sul tema “L’istruzione delle ragazze: una forza per la parità di genere e per un cambiamento duraturo”, mostrando come l’istruzione stia costruendo una “Forza Femminile” nel mondo che sta catalizzando generazioni di bambine, adolescenti e donne spontanee e inarrestabili.

Durante la cerimonia verrà consegnato il Premio UNESCO per l'educazione delle ragazze e delle donne a un progetto Costaricano di responsabilizzazione, tramite competenze digitali, delle ragazze in contesti vulnerabili e a un altro progetto Spagnolo che fornisce le basi per l'uguaglianza di genere nell'istruzione e attraverso l'istruzione.

Il premio, istituito dall'UNESCO nel 2015 e sostenuto dal Governo cinese, prevede la selezione di due personalità che si sono distinte nel campo dell'educazione femminile e l'assegnazione, a ciascuna di loro, di un premio di 50.000 dollari.

Il Premio contribuisce alla realizzazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile.

Ricordiamo che il Centro per l’UNESCO di Torino è sede del Forum Internazionale delle Donne del Mediterraneo e si impegna da sempre per la parità di genere.

20 GIU18 nuovi siti aggiunti al Network Mondiale delle Riserve della Biosfera

Il Consiglio Internazionale di Coordinamento del Programma UNESCO Uomo e Biosfera, riunitosi presso la sede dell'UNESCO a Parigi dal 17 al 21 giugno scorsi, ha aggiunto 18 nuovi siti, in 12 Paesi, al Network Mondiale delle Riserve della Biosfera, che conta, adesso, 701 Riserve in 124 Paesi.

Le Riserve della Biosfera sono siti destinati a conciliare la conservazione della biodiversità e le attività umane attraverso un utilizzo sostenibile delle risorse naturali. Uno degli obiettivi dell'UNESCO è di far emergere pratiche innovative di sviluppo sostenibile e di lottare contro la perdita della biodiversità accompagnando le comunità e gli Stati membri nei loro sforzi per comprendere, riconoscere e proteggere il nostro ecosistema.

La Direttrice Generale dell'UNESCO, Audrey Azoulay, ha dichiarato: "E' urgente agire per la biodiversità, per il nostro Patrimonio ambientale comune. Come ancora recentemente sottolineato dal rapporto dell'IPBES, la vitalità del Network delle Riserve della Biosfera è portatrice di speranza per il futuro. Ogni Riserva è un laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo sostenibile, per costruire risposte concrete e sostenibili, innovare e condividere buone pratiche. Si tratta di una nuova alleanza tra il mondo scientifico e la gioventù, tra l'uomo ed il suo ambiente".

Tra i 18 nuovi siti, 2 sono italiani:

PO GRANDE: il suo nome deriva dal Fiume Po, che attraversa un mosaico di ecosistemi: zone paludose, specchi d’acqua, isole fluviali, foreste riparie, prati, valli e campi coltivati. Ricopre un’area di 286,600 ettari, e la sua buffer zone include piccole isole, insediamenti umani e un’area marina. Questa Biosfera si caratterizza per la ricchezza della diversità culturale. Questo riconoscimento si aggiunge alle due riserve già presenti sul Fiume Po: Po Delta (2015), e Collina Po (2016). Questi tre siti sono collegati, come testimonia l'appellativo "Po Grande", che dovrebbe contribuire alla preservazione, allo sviluppo e alla sicurezza della gestione integrata delle risorse idriche della regione.

 

ALPI GIULIE: si tratta di un’area di 71.451 ettari, che comprende tre differenti aree biogeografiche: Alpina, Mediterranea e Illirica, che contribuiscono alla sua ricca biodiversità. Il suo habitat ad ampio raggio è caratterizzato da vari gradi di contaminazione umana. La Riserva include zone rocciose alternate a foreste, praterie, campi coltivati, pascoli, valli attraversate da corsi d’acqua e montagne. E' casa di una rara e protetta flora e fauna, che comprende orsi, linci, gatti selvatici, camosci, stambecchi, cervi, marmotte, aquile reali, grifoni e falchi pellegrini. Le foreste di quest’area sono composte prevalentemente da alberi come il faggio insieme ad una varietà mista di carpino e frassino, e dal pino mugo. Questa Riserva costituisce un importante corridoio alpino soprattutto per una grande varietà di carnivori, così come per gli uccelli. La zona è inoltre un luogo d’incontro tra il mondo latino e slavo con millenni di interazioni culturali, testimoniate dalla moltitudine di dialetti, relazioni, pratiche agricole e tradizioni artistiche.

 

Gli altri siti riconosciuti:

 

Lower Mura Valley Biosphere Reserve (Austra)

Lubombo Biosphere Reserve (Eswatini)

Saleh-Moyo-Tambora “SAMOTA” Biosphere Reserve (Indonesia)

Togean Tojo Una-Una Biosphere Reserve (Indonesia)

Kobushi Biosphere Reserve (Giappone)

Gangwon Eco-peace Biosphere Reserve (Repubblica di Corea)

Yeoncheon Imjin River Biosphere Reserve (Repubblica di Corea)

Nordhordland Biosphere Reserve (Norvegia)

Roztocze Biosphere Reserve (Polonia)

Lake Elton Biosphere Reserve (Federazione Russa)

Alto Turia Biosphere Reserve (Spagna)

La Siberia Biosphere Reserve (Spagna)

Valle del Cabriel Biosphere Reserve (Spagna)

Vindelälven-Juhtatdahka Biosphere Reserve (Svezia)

Voxnadalen Biosphere Reserve (Svezia)

Isle of Wight Biosphere Reserve (Regno Unito)

 

Per approfondire: https://en.unesco.org/news/18-new-sites-join-unescos-world-network-biosphere-reserves

 

 

 

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Novità

Consegna Attestato di merito Centro Culturale Vita e Pace

Avigliana, 15 febbraio 2020

Sabato 15 febbraio, alle ore 11.00, presso Sala Consiliare del Comune di Avigliana è avvenuta la consegna dell'Attestato di Merito al Centro Culturale "Vita e Pace", nell'ambito della decima edizione del Concorso Internazionale "La Fabbrica nel Paesaggio".

 
Il Centro per l'UNESCO di Torino ha proposto la candidatura del Centro Culturale per festeggiarne il 20esimo compleanno  e celebrare il suo incessante lavoro di volontariato culturale e di valorizzazione del paesaggio della bassa Val di Susa. In particolare, è stato riconosciuto il valore degli interventi della Chiesa di Santa Maria Maggiore che adesso ospita conferenze, convegni, eventi e concerti.

 

Alcune immagini dell'incontro, alla presenza della Presidente del Centro per l'UNESCO di Torino, Maria Paola Azzario, del Sindaco di Avigliana, Andrea Archinà, e della Presidente del Centro Culturale "Vita e Pace", Manuela Matlì.

 

 

Quarto incontro di formazione Percorso Formativo La Vita sulla Terra

Lunedì 10 febbraio 2020, ore 15 - 18

Lunedì 10 febbraio 2020, il Centro per l’UNESCO di Torino ha organizzato, a conclusione del Corso di Formazione per insegnanti che hanno aderito al Percorso Formativo “La Vita sulla Terra: conservare e proteggere la salute delle piante e dell’ambiente intorno a noi”, una visita al Palazzo degli Istituti Anatomici in Corso Massimo D’Azeglio, 52. 

 

Grazie alla collaborazione con i responsabili dei tre Musei, gli insegnanti e gli allievi convenuti (60 circa) hanno potuto visitare il Museo di Anatomia Umana "Luigi Rolando", il Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso" e il Museo della Frutta “Francesco Garnier Valletti”. Questo polo museale, espressione di un intento condiviso dall'Università degli Studi di Torino, dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, offre una visione articolata e complessa del positivismo scientifico che, tra fine Ottocento e inizio Novecento, ha avuto in Torino un centro propulsivo su scala nazionale.

 

 

Al termine della visita, Davide Spadaro, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, ha tenuto una lezione sul tema “La frutta e le perdite in conservazione”.

 

La Giornata Conclusiva del Percorso Formativo si terrà lunedì 27 aprile presso il Campus ONU di Torino: accoglieremo le relazioni, le ricerche e gli approfondimenti fatti dai docenti e dalle classi partecipanti al Percorso Formativo 2019/2020.

 

 

 

Giornata Mondiale della Radio

#WeAreDiversity

Proclamata nel 2011 dagli Stati membri dell'UNESCO ed adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2012 come Giornata Internazionale, il 13 febbraio è diventata la Giornata Mondiale della Radio.


La radio è un potente strumento per celebrare l'umanità in tutta la sua diversità e costituisce una piattaforma unica per il discorso democratico. A livello mondiale, la radio resta il mezzo di comunicazione più diffuso. Per la sua capacità unica di toccare il pubblico più vasto, la radio può dare forma alla diversità della società, essere l'arena dove tutte le voci possono esprimersi, essere rappresentate ed ascoltate. Le stazioni radio dovrebbero servire comunità diverse, offrire loro una grande varietà di programmi, di punti di vista e di contenuti. Le radio devono essere capaci, nelle loro organizzazioni ed operazioni, di riflettere la diversità dei loro pubblici.

 

Il tema scelto per il 2020 è #WeAreDiversity.


Questo il messaggio della Direttrice Generale dell'UNESCO, Audrey Azoulay, tradotto in italiano a cura del Centro per l'UNESCO di Torino:

 

In questa Giornata Mondiale, celebriamo il potere della radio per riflettere e promuovere la diversità in tutte le sue forme.

In questo “Paese delle voci”, come Walter Benjamin definì la radio nei suoi Scritti radiofonici, tutti possono sentirsi a casa. La diversità dei canali di diffusione – AM, FM, banda larga e, sempre di più, radio digitale, web radio e podcast – corrisponde alla diversità dei contenuti e dei programmi realizzati, alla pluralità delle opinioni, delle espressioni culturali e delle sensibilità espresse.

La radio, attraverso la libertà che offre, è un mezzo unico per promuovere la diversità culturale. Questo vale soprattutto per le popolazioni indigene che possono trovare nella radio un mezzo accessibile per condividere le loro esperienze, promuovere le loro culture ed esprimere le loro idee nelle loro lingue. Lo stesso vale per le radio comunitarie, che trasmettono le preoccupazioni di molti gruppi sociali le cui voci sarebbero molto meno efficaci nel dibattito pubblico senza la radio. Per questo, l’UNESCO sostiene attivamente queste emittenti radiofoniche, con tutti gli strumenti conferitile dal suo mandato, affinchè possano svilupparsi.

Invitando gli ascoltatori ad ampliare i propri orizzonti, a scoprire nuove prospettive e a promuovere la comprensione interculturale, la radio è anche un mezzo di comunicazione umanista che aiuta a combattere i pregiudizi e le discriminazioni.

Tale diversità deve essere concepita in seno ai contenuti radiofonici, ma anche tra i creatori di questi contenuti - tecnici, programmatori, giornalisti, ingegneri del suono, tutti hanno un ruolo da svolgere a riguardo. In questo contesto, è importante che l’industria radio stessa sia un’industria della diversità, che rifletta la complessità e la ricchezza della nostra società. Questa diversità, infatti, è un vantaggio, poiché è sinonimo di maggiore creatività ed innovazione nel contenuti prodotti.

In questo contesto, l’UNESCO presta particolare attenzione alla promozione di una maggiore partecipazione delle donne nell’industria radio. Gli Indicatori di Genere nei Media aiutano a misurare il grado di sensibilizzazione alla parità di genere nei mezzi di comunicazione e nei contenuti prodotti, consentendo di valutare concretamente i progressi realizzati, e ciò che resta da fare, per dare più spazio alla diversità.

“Ogni volta che accendiamo la radio, i fenomeni che ne derivano hanno un certo tipo di espressione. La radio “ci parla”, anche se non ascoltiamo nessuno”. Con queste parole, Theodor Adorno celebrava la magia della radio, quella magia che sosteniamo in questa Giornata Mondiale.

 

CLICCA QUI per scaricare il messaggio in italiano.

LINK alla pagina dedicata sul sito dell'UNESCO.

 

 

Visite al Campus ONU - Liceo Juvarra di Venaria

Ciclo di incontri sul tema Cittadinanza globale, istituzioni ed Agenzie Internazionali, società civile

Tra la fine di gennaio ed inizio febbraio 2020 il Centro per l'UNESCO di Torino ha ospitato 5 classi quinte del Liceo Juvarra di Venaria, per un totale di 100 studenti, per incontri formativi sul tema "Cittadinanza globale, istituzioni ed Agenzie internazionali, società civile".

Gli incontri sono stati così articolati:

  • Previo invio di un "questionario di ingresso"
  • Visita al Campus ONU di Torino con il seguente programma:
    • Accoglienza e riflessione sui temi oggetto dell'incontro
    • Presentazione, da parte di alcuni funzionari, delle Organizzazioni Internazionali che hanno sede all'interno del Campus (ITC/ILO, UNICRI, UNSSC)
    • Presentazione dell'UNESCO e del Centro per l'UNESCO di Torino
    • Conclusione e valutazione della mattinata

Gli studenti hanno avuto modo di conoscere meglio il significato di "cittadinanza globale" e "società civile", di apprendere dell'esistenza di tre importanti organizzazioni internazionali all'interno del Campus ONU, i loro scopi ed il loro funzionamento e di come la società civile, in questo caso il Centro per l'UNESCO di Torino, possa contribuire alla diffusione sul territorio degli ideali e programmi di un'Agenzia delle Nazioni Unite.

Particolare attenzione è stata dedicata all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, alla base dell'impegno e delle attività delle Organizzazioni Internazionali, ma anche di ciascuno di noi.

Gli studenti, nelle loro valutazioni, hanno sottolineato come questi incontri siano stati utili per approfondire conoscenze sul mondo delle Organizzazioni Internazionali, per comprendere come il raggiungimento degli Obiettivi dell'Agenda 2030 dipenda dalle azioni quotidiane di ciascuno di noi e come una corretta informazione sia indispensabile.

GRAZIE agli studenti e agli insegnanti del Liceo Juvarra e ai funzionari di ITC/ILO, UNICRI e UNSSC!

 

Il Centro per l'UNESCO di Torino è disponibile ad organizzare visite al Campus,

modulabili sulla base delle richieste delle singole scuole.

Info e prenotazioni: segreteria@centrounesco.to.it, 0116965476

 

Concorso Nazionale FICLU 2019 2020 sui Diritti Umani

I Diritti del Fanciullo: 30 anni di storia, quale futuro in Italia e nel mondo?

La Federazione Italiana dei Club e Centri per l'UNESCO (FICLU) è Ente di Formazione Nazionale riconosciuto dal MIUR (adeguato alla Dir. 170/2016). Il Bando è pubblicato anche sul sito del MIUR.

 

La FICLU da 9 anni organizza un Concorso Nazionale sui Diritti Umani, ogni anno su un tema specifico.

L'argomento scelto per le riflessioni degli alunni per l'anno scolastico 2019-2020, nell’ambito dell’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 “Educazione di qualità per tutti” e della Campagna UNESCO #HerEducationOurFuture, è il seguente:

 

“I Diritti del Fanciullo: 30 anni di storia, quale futuro in Italia e nel mondo?”


La Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Convention on the Rights of the Child - CRC), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia nel 1991 è il documento di riferimento più importante, a livello mondiale, per la tutela di tutti i bambini e bambine del mondo come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.

Dopo una attenta lettura del Documento, composto da 54 articoli, l’allieva/o è chiamata/o:

• a riflettere su quali siano, a suo parere, i principi più importanti ed attuali della Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;

• ad avanzare proposte per migliorare l’applicazione degli articoli ritenuti più significativi, nella vita quotidiana e nei diversi contesti sociali in cui viviamo.

 

A CHI E’ RIVOLTO

Il Concorso è rivolto a studenti delle scuole primarie, secondarie di primo grado e di secondo grado.

3 sezioni:

Sezione scuola primaria: produzione individuale o di classe di un elaborato grafico singolo (partecipazione individuale) o sotto forma di album (partecipazione di classe) con libertà di scelta della tecnica da utilizzare, formato cartaceo A3, contenente una descrizione (in formato A4, carattere 12, Times New Roman 1 cartella) ed uno slogan relativo all’argomento oggetto del Concorso.

Sezione scuola secondaria di primo grado: elaborazione individuale di un racconto di fantasia, esperienza di vita reale, ecc. relativo all’argomento oggetto del Concorso (in formato A4, carattere 12, Times New Roman per un minimo di 3 cartelle).

Sezione scuola secondaria di secondo grado: tipologie testuali a scelta del candidato di ordine generale relativo all’argomento oggetto del Concorso (in formato A4, carattere 12, Times New Roman per un minimo di 3 cartelle), eventuale produzione di un DVD.

Gli elaborati presentati devono essere individuali (o di classe per la sola Sezione scuola primaria), originali e inediti, sviluppati espressamente per il Concorso in oggetto. Non saranno presi in considerazione elaborati di gruppo o di classe per le Sezioni scuola secondaria di primo e secondo grado.

 

PROCEDURA DI SELEZIONE

Le selezioni saranno effettuate a livello regionale e nazionale.

I lavori delle scuole che parteciperanno al Concorso saranno indirizzati ai Club e ai Centri per l’UNESCO presenti su tutto il territorio nazionale (v. tabella).

 

Le tappe del Concorso:

·      09/03/2020 ore 12.00: scadenza presentazione degli elaborati;

·      06/04/2020: selezione regionale;

·      20/04/2020: selezione nazionale e comunicazione degli esiti;

·      Maggio 2020: Fase finale a Brescia con cerimonia di premiazione e pacchetto-vacanza

 

PREMIO

Ai tre vincitori sarà assegnato, come premio, un pacchetto-vacanza, di tre giorni (da estendere a un accompagnatore, insegnante o genitore) da trascorrere a Brescia. Nel caso di partecipazione collettiva prevista per la sola Sezione scuola primaria, sarà segnalato dall’insegnante la/il partecipante. A tutti gli altri sarà inviata una targa di partecipazione.

 

MODULISTICA


- Bando di Concorso
- Elenco dei Club e Centri per l'UNESCO referenti regionali
- Modello di domanda_Allegato A
- Liberatoria alla pubblicazione_Genitori_Allegato B
- Autorizzazione del Dirigente Scolastico_Allegato C
- Informativa trattamento dati personali_Allegato D

 

Per informazioni:

Presidente FICLU: presidente@ficlu.org

Coordinatore Nazionale, Dott. Maurizio Lazzari: m.lazzari@ibam.cnr.it

 

 

 

CONCORSO Racconto le cascine e chi le cura

Per studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado della Provincia di Cuneo

Il Comune di Carrù (CN), in collaborazione con il Centro per l’UNESCO di Torino, l’Associazione Culturale Landscapefor, Optima s.r.l., bandisce un Concorso per promuovere la conoscenza e la riflessione sul proprio territorio.

Il tema scelto per le ricerche, espressioni e azioni degli alunni è

 

“Racconto le cascine e chi le cura"

Quanto conosci il modo di abitare e lavorare nel tuo paese e nella campagna attorno?

Cosa proponi per vivere meglio e stare al passo con i tempi? Le tue riflessioni.

 

 

A CHI E’ RIVOLTO

Il Concorso è rivolto a studenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado della Provincia di Cuneo.

Gli studenti, da soli o in gruppo (i gruppi solo per la scuola primaria e la secondaria di primo grado), possono partecipare al Concorso con contributi in vari ambiti disciplinari, attraverso forme espressive diversificate.

 

3 sezioni:

Sezione scuola primaria:

un elaborato grafico (tecnica libera), formato A3. In alternativa un portfolio di fotografie di luoghi, persone, animali del contesto rurale locale (max 6 foto formato max. A4). Le foto o i disegni debbono essere accompagnati da una scheda descrittiva dei luoghi e della storia dei personaggi e animali presentati.

Sezione scuola secondaria di primo grado:

un racconto (di esperienza diretta o indiretta) relativo all’argomento oggetto del Concorso (in formato A4, carattere 12, Times New Roman per un minimo di 6000 battute).
In alternativa un video di non meno di 5’ (intervista e/o visita e/o rappresentazione teatrale sul tema), con una scheda descrittiva dei luoghi, della storia e dei personaggi coinvolti.

Sezione scuola secondaria di secondo grado:

riflessione individuale sul tema oggetto del Concorso (in formato A4, carattere 12, Times New Roman, per un minimo di 6000 battute). A partire dalla descrizione di una o più cascine, la riflessione riguarda la qualità attuale e futura della vita in un contesto rurale, sviluppando anche consigli e proposte per rendere attraente tale modello di lavoro e di vita per le nuove generazioni.

 

Gli elaborati presentati devono essere originali e inediti, sviluppati solo dagli studenti espressamente per il Concorso in oggetto.

 

PROCEDURA DI SELEZIONE

La Commissione del Concorso individua motivatamente il primo, il secondo ed il terzo classificato per ciascuno dei tre ordine di scuole individuati, considerando altresì eventuali altri elaborati da segnalare.

 

Le tappe del Concorso:

- 30/04/2020 ore 12.00: scadenza presentazione degli elaborati (in forma cartacea o su chiavetta USB, da inviare al Comune di Carrù);

- 30/05/2020: comunicazione degli esiti;

- Dicembre 2020: premiazione dei vincitori in occasione della Fiera del Bue Grasso

 

PREMIO

Alle scuole di appartenenza dei primi 3 classificati di ciascuna delle tre sezioni saranno assegnati i seguenti premi:

- 300 € per il primo classificato;

- 200 € per il secondo classificato;

- 100 € per il terzo classificato.

I premi sono destinati all’acquisto di materiale didattico.

 

Gli elaborati premiati e segnalati saranno inseriti in APPA, l’Atlante del Patrimonio e del Paesaggio Attivo.

La premiazione avverrà a Carrù in occasione della Fiera del Bue Grasso del dicembre 2020, nell’ambito di un incontro con i soggetti del territorio, gli studenti e gli insegnanti sui temi dell’Agenda ONU 2030 applicati al territorio cuneese.

 

BANDO DI CONCORSO


Il Concorso è online sul sito dell'USR Piemonte - Ambito Territoriale di Cuneo: http://www.istruzionepiemonte.it/cuneo/bandi-di-concorso-per-le-scuole/

 

Per informazioni:

Centro per l'UNESCO di Torino, segreteria@centrounesco.to.it, 0116965476

 

Resoconto finale attività di volontariato in Brasile

Pubblichiamo con piacere il resoconto finale dell'esperienza di volontariato in Brasile di Vittorio Macagno, che a breve inizierà a collaborare con il Centro per l'UNESCO di Torino.

 

"La mia esperienza in Brasile è ormai giunta al termine e guardo con piacere alle esperienze che ho vissuto negli ultimi mesi.

Arrivo a Vitória, Espirito Santo, il 3 novembre e vengo accolto dalla famiglia che mi ospiterà per i successivi mesi. Dopo due giorni, appena sufficienti per ambientarmi, il 5 novembre vengo accompagnato presso l’Instituto Vem Ser, dove incontro la responsabile e alcune volontarie. Mi spiegano che l’istituto è stato fondato con lo scopo di aiutare bambini e ragazzi del quartiere che vivono difficili situazioni famigliari. Mi rendo immediatamente conto che la realtà in cui mi trovo non corrisponde neanche lontanamente a quella che mi era stata descritta prima di partire. Ciò che più mi preoccupa è che nessuno sia in grado di spiegarmi cosa fare in concreto per rendermi utile. Cerco comunque di essere ottimista e mi metto subito a disposizione degli altri volontari.

Nel frattempo passano i giorni e ho occasione di confrontarmi con la presidente dell’istituto.

La presidente, Carmen, si rivela fin da subito una donna meravigliosa. Assistente sociale ormai in pensione, dedica la propria vita ad aiutare i bambini del suo quartiere. Come già accennato nel mio resoconto precedente, è proprio la passione che Carmen infonde in questa attività una delle principali ragioni che mi convincono a restare e a continuare a collaborare al progetto.

La prima settimana sta per finire e, mentre la mia ammirazione nei confronti del personale dell’istituto aumenta sempre più, cresce anche l’impressione di non poter fare nulla di utile per aiutarli. Fin da subito è chiaro che quello che più occorre sono maggiori fondi ma io non so come ottenerli.

Trascorro il fine settimana visitando alcune località nei pressi di Vitória.

Lunedì 11 novembre torno al lavoro e comincio a sviluppare diversi metodi per aumentare il numero di donazioni. Inizio creando una pagina dell’istituto sui maggiori social media, al fine di espandere il bacino delle offerte oltre il quartiere dove l’organizzazione ha sede.

Il giorno seguente mi unisco ad altri volontari per incontrare i genitori dei bambini di cui ci occupiamo. Ciò significa addentrarsi in una delle tristemente note favelas brasiliane. Premettendo che non si tratta di luoghi turistici ma di quartieri degradati e potenzialmente molto pericolosi, in cui sconsiglio di recarsi se non per validi motivi e solo se accompagnati da persone che conoscono il luogo, la mia esperienza si rivela comunque preziosa. Incontro molte persone. Anche se la maggior parte è restia a parlare con uno straniero, alcune sono invece felici di avere la possibilità di confrontarsi con me e mi raccontano la loro esperienza di vita nella favela. Si tratta di una mattinata molto costruttiva e interessante ma al tempo stesso molto difficile: trovarsi catapultati in una realtà così differente da quella a cui si è abituati è impegnativo.

La notte di martedì inizia a piovere e mercoledì la città è allagata. Raggiungere la ONG risulta impossibile e allora decido di visitare alcuni negozi locali per far conoscere l’organizzazione per cui lavoro e possibilmente per ottenere delle donazioni. L’intera giornata è un fallimento. Nessun volontario che parli portoghese mi accompagna e quindi devo arrangiarmi con quel poco che ho imparato in meno di due settimane. Non essere in grado di esprimermi e di comunicare quello che vorrei è già di per sé estenuante e non ottengo nemmeno una donazione: alla sera mi sento esausto e scoraggiato. Nonostante i miei migliori sforzi, non sto ottenendo alcun risultato e le pagine social da me create stanno riscontrando ben poco successo. L’intera situazione è sempre più sconfortante e il meteo non migliora le cose: la pioggia si fa sempre più intensa e questo mi impedisce per diversi giorni di recarmi al lavoro. Le strade sono allagate e spostarsi diventa praticamente impossibile, non poter mai uscire peggiora ancora di più il mio umore.

Costretto a casa, decido di creare un sito internet per l’istituto. Pur non avendo mai fatto niente del genere, in pochi giorni riesco a dare vita a qualcosa di interessante che, col tempo, migliora e cresce.

Nei giorni seguenti, noto con piacere che le pagine web che ho creato iniziano ad ottenere notorietà e le donazioni aumentano leggermente. Finalmente ho la sensazione di aiutare concretamente queste persone. Rincuorato dai primi risultati positivi, continuo la mia esperienza.

La pioggia non cessa di cadere ma, almeno, diminuisce di intensità, permettendoci di tornare a lavorare presso l’istituto.

Lo stesso giorno in cui torniamo al lavoro assistiamo ad una sparatoria, poco distante da noi. Per fortuna i bambini sono già rientrati e io e un’altra volontaria riusciamo a tornare a casa con l’autobus.

 

I giorni passano e il lavoro procede bene. La mia attività di fundraising procede, le donazioni aumentano e riesco anche a trascorrere del tempo con i bambini che frequentano l’istituto. Sono molto felice perché ormai ho un ruolo consolidato nell’organizzazione e riesco a offrire un po’ di sostegno dove è necessario.

Dopo quasi un mese, il 9 dicembre torna il sole.

Ne approfitto per visitare il Brasile e, durante i fine settimana successivi, mi reco in diverse città. Rio de Janeiro, São Paulo e Salvador sono solo alcuni dei bellissimi luoghi che ho avuto la fortuna di poter esplorare.   

Con la fine dell’anno si conclude la mia attività presso l’Instituto Vem Ser, anche se il sentimento di profonda ammirazione e amicizia che mi lega alla presidente e agli altri volontari permane.

Posso affermare di essere soddisfatto e orgoglioso di come ho vissuto questa esperienza. Nonostante gli imprevisti e le molte difficoltà, sono riuscito a portare a termine la mia missione ma, soprattutto, sono riuscito a offrire un po’ di speranza e sollievo a persone che ne hanno veramente bisogno.

La fine della mia collaborazione con la ONG non conclude però il mio soggiorno in Brasile. Decido infatti di approfittare dell’occasione per esplorare e conoscere meglio questo bellissimo paese, visitando luoghi lontani dai grandi centri turistici. Grazie all’ospitalità di un mio caro amico e della sua meravigliosa famiglia, questo mio desiderio diventa realtà.

Trascorro il giorno di Natale con loro a São Paulo, per poi spostarmi nello stato di Paraná, nella parte meridionale del paese. Qui ho l’opportunità di vedere un Brasile diverso da quello che avevo conosciuto durante i mesi precedenti, caratterizzato da immensi territori incontaminati e da una rigogliosa vegetazione tropicale. Trascorro i miei giorni nella fazenda del mio amico, studiando e imparando ad apprezzare uno stile di vita diverso dal mio. Le settimane trascorrono felici e, purtroppo, arriva presto il momento di tornare in Italia. A casa mi aspettano molti impegni. Mi entusiasma l’idea di intraprendere nuovi percorsi formativi e di iniziare un nuovo capitolo della mia vita a Torino, presso gli uffici del Centro per l’UNESCO".

Vittorio Macagno

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