Eventi

17 FEBProtocollo d'intesa con la Società Dante Alighieri - Comitato di Torino

Venerdì 14 febbraio presso la sala conferenze dell'Archivio di Stato di Torino è stato firmato il Protocollo d'intesa tra il Centro per l'UNESCO di Torino e la Società Dante Alighieri - Comitato di Torino.

Nasce così un'importante collaborazione tra le due associazioni, al fine di sviluppare sinergie tra le numerose attività culturali che le due realtà da anni realizzano sul territorio.

07 FEBSolidarietà al popolo cinese

Il Centro per l’UNESCO di Torino collabora con la comunità cinese del Piemonte da molti anni, in varie forme. Ha appena ordinato una grande fornitura di guanti da inviare in Cina, che consegnerà come segno tangibile della vicinanza.
Tutti i nostri soci italiani e non solo, sono solidali con tutti i cinesi del mondo e soprattutto con la nostra amatissima Qiong Wu.
“Ieri contro gli ebrei oggi contro i cinesi... l’erba cattiva non muore mai".
Riceviamo questo accorato messaggio da parte di una importante Cino-italiana. Lo pubblichiamo in segno di solidarietà fraterna.

"Cara Italia, non spezzarci il cuore. Fa’ che possiamo amarti come una volta.

Credevamo che i 10.000 km di distanza che separano l’Italia dalla Cina avrebbero impedito che le fiamme della guerra contro il coronavirus divampassero anche qui.

Ma l’epidemia del razzismo si sta espandendo in Italia molto più ferocemente di quanto non stia facendo il coronavirus. Sta infettando l’umanità, sta ammalando la società, sta calpestando i sentimenti degli oltre 300.000 cinesi che vivono in questo Paese, sta avvelenando l’amicizia che i due popoli hanno costruito nel corso di molti anni.

Inizialmente siamo rimasti sorpresi dalle discriminazioni che abbiamo subìto da alcuni italiani. 17 anni fa, durante l’epidemia della SARS, solo i ristoranti cinesi risentirono della crisi. Ma stavolta oltre ai ristoranti, ai bar e ai negozi gestiti dai nostri connazionali, la discriminazione si sta riversando anche sulle singole persone. Su decine di milioni di cinesi.

In questi giorni, l’Italia ci sembra una sconosciuta.

Per le strade aleggia ancora l’aroma di caffè, il cielo è sempre dello stesso azzurro, il sole splende come prima, fa buio tardi e la primavera è alle porte…ma gli sguardi della gente sono cambiati. Ci guardano come se noi cinesi fossimo dei virus ambulanti, alcuni arrivano ad insultarci e maltrattarci.

“Sono giorni che non trovo il coraggio di uscire di casa. Mi terrorizzano gli sguardi pieni d’odio della gente.” Sono le parole di una giovane cinese che studia qui in Italia.

“Cosa può insegnarci l’Italia? Ha ancora un’utilità studiare qui?” ha aggiunto un suo compagno.

“L’inaugurazione dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia Cina sembrava aver sancito un legame fraterno tra i due popoli. Com’è possibile, a pochi giorni di distanza, che tutto sia cambiato, che non ci riconosciamo più?” si interroga un immigrato cinese.

“Sono cinese, e ho delle remore a farmi vedere in giro. Preferisco che sia mio marito ad andare a fare la spesa.” Aggiunge una donna.

Questi sono solo alcuni dei commenti, ma non mancano certo quelli più duri.

Consideriamo l’Italia la nostra seconda casa. Molti di noi scelsero di venire a vivere qui, qualcuno anche illegalmente.

Quando in Cina incombeva ancora il peso della povertà, questo Paese ci donò la speranza, ci regalò una vita migliore dal punto di vista materiale, ci diede un lavoro e un’esistenza serena.

I bambini cinesi che sono nati qui amano l’Italia più di quanto non amino la Cina. Hanno gli occhi a mandorla e intanto parlano nei dialetti più disparati: si sentono italiani al 100%. Come è possibile che, in un batter d’occhio, siano considerati “virus”?

Gli studenti cinesi che vengono a studiare in Italia hanno dei forti ideali, si dedicano anima e corpo allo studio, lavorando sodo affinché possano diventare, in futuro, la nuova forza su cui regge la cooperazione sino-italiana. Sono giovani e pieni di vitalità, hanno appena iniziato a sognare. Non possono accettare di diventare dei “virus”, e iniziano a sentirsi delusi da questo Paese.

Se qualche politico sta usando questa epidemia come slogan a supporto della propria linea politica, farebbe meglio a fermarsi. Siamo dei semplici, normali immigrati. Vogliamo solo vivere nel miglior modo possibile, lavorare>Il Ministero dell’Istruzione dovrebbe istituire nelle scuole un’ora a settimana di “formazione morale”, così che i giovani imparino da subito a rispettare gli altri popoli. È possibile creare un mondo completamente globalizzato, in cui sia la norma vedere persone di diverse etnie che vivono e lavorano insieme. Facciamo in modo che i giovani studenti capiscano che chi discrimina oggi, potrebbe diventare colui che verrà discriminato domani.

Cara Italia, ti abbiamo sempre amata. Amavamo la tua storia e la tua cultura, il tuo cibo e il tuo buon vino, amavamo il buon cuore del tuo popolo. Quanto ti lasciavamo, cara Italia, ti aggrappavi ai nostri sogni, ed era come se non ti lasciassimo mai, come se non fossimo mai troppo lontani e mai troppo a lungo.

È stato un amore lungo 100 anni, che si è trasmesso per generazioni nel corso di un secolo. Un amore che ha superato guerre, patito grandi sofferenze, sovrastato gli ostacoli della Rivoluzione Culturale cinese, arrivando poi a vivere l’apertura al mondo della Cina e, 50 anni fa, l’instaurazione dei rapporti diplomatici con l’Italia. Arrivando oggi all’epidemia del coronavirus iniziata a Wuhan. Tutta questa sofferenza non ha mai intralciato il nostro amore. Solo oggi, per la prima volta, questo virus ci sta facendo dubitare della solidità del nostro sentimento. Proprio come in un matrimonio: quando c’è l’amore, c’è la felicità; quando non c’è più amore, arriva la separazione.

Cara Italia, non spezzarci il cuore. Dimostraci che il cielo non ha cambiato colore, che il sole non splende meno di ieri, che ci guardi ancora con la dolcezza di una volta. Basta un “ciao”, un solo abbraccio, e noi torneremo ad amarti come prima.”

Hu Lanbo

Direttrice della Rivista Cina In Italia

07 FEBTavola Rotonda DDLR Allontanamento zero

Segnaliamo con piacere la Tavola Rotonda "DDLR Allontanamento zero. Quali effetti per il sistema di tutela dei minori oggi in Piemonte" che si terrà venerdì 14 febbraio 2020, ore 14:30 - 17:00, salone "Pia Lai" Cgil (Via Pedrotti, 5 - Torino).

06 FEBPiù donne nei Cda: verso la parità di genere

Mercoledì 5 febbraio 2020, una rappresentante del Centro per l’UNESCO di Torino e del Forum delle Donne del Mediterraneo ha preso parte all’incontro di aggiornamento della legge 120/2011 (Legge Golfo-Mosca) -organizzato nell’ambito del Progetto ‘’Più donne nei Cda e nelle posizioni apicali’’-, che ha introdotto dei rilevanti cambiamenti in materia di intermediazione finanziaria, al fine di tutelare la parità genere nell’accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati. Il Tavolo di Lavoro, costituito a seguito dell’approvazione della Legge Golfo-Mosca presso la Regione Piemonte da Istituzioni di Parità, Associazioni femminili e Ordini Professionali, è volto alla valorizzazione dei talenti femminili e ad un’equilibrata rappresentanza di genere negli ambiti decisionali. Sono intervenute la Rappresentante della Commissione regionale per le Pari Opportunità, la Rappresentante del CIRSDe , la Vice Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’ateneo torinese, due Consigliere di Parità della Regione Piemonte, Alessia Mosca –cofirmataria della suddetta Legge- e la Responsabile della Consulenza Legale Consob e già Responsabile della Divisione Corporate Governance Consob.

Si è discusso a lungo dei temi della formazione e del talento, ricostruendo il quadro generale entro cui collocare la Legge 120/2011, raccontandone la genesi, gli obiettivi e gli scenari futuri.  Originariamente, al genere meno rappresentato –nella maggior parte dei casi quello femminile- era assicurato un terzo delle poltrone per tre mandati successivi alla sua approvazione, mentre alla fine del 2019 l’operatività delle previsioni è stata estesa a sei mandati e la quota riservata è stata innalzata a due quinti degli incarichi.

 

Particolarmente rilevante, in questo senso, è stata la creazione di una banca dati –a cura del Tavolo di Lavoro ‘’Più donne nei Cda’’-, il cui processo d’informatizzazione intende facilitare l’accesso delle donne alle posizioni lavorative apicali, quali gli incarichi all’interno degli organi di amministrazione e controllo. Si tratta di una misura significativa, finalizzata a garantire una più equa rappresentanza di genere nell’ambito lavorativo, valorizzando, così, la formazione ed il talento.

 

Continua anche attraverso la partecipazione a questi incontri ed alla divulgazione di informazione l'impegno del Centro per l'UNESCO di Torino e del Forum delle Donne del Mediteranneo per il raggiungimento della parità di genere, Obiettivo 5 dell'Agenda 2030 ONU.

15 GENCINEMARTE 2020

Continua anche per il 2020 la collaborazione tra Cinema Massaua, Centro per l'UNESCO di Torino ed Accademia Albertina di Belle Arti.

Da gennaio a giugno 7 appuntamenti per vivere la grande arte al cinema attraverso la vita e le opere dei più grandi geni dell'arte. Tutte le pellicole saranno presentate agli spettatori dai docenti dell'Accademia Albertina, da esperti del Centro per l'UNESCO e da professionisti del settore.

Alla fine di ogni proiezione seguirà un dibattito con il pubblico moderato dal giornalista Michelangelo Toma.

I soci del Centro per l'UNESCO di Torino hanno diritto all'ingresso ridotto.

CLICCA QUI per il calendario completo degli appuntamenti.

UNESCO Network News

18 MARLibreria Mondiale Digitale UNESCO

In queste giornate di permanenza a casa, segnaliamo la possibilità di consultare la Libreria Mondiale Digitale UNESCO (World Digital Library), realizzata in collaborazione con biblioteche, archivi, musei, istituzioni culturali ed organizzazioni internazionali di tutto il mondo.

Una raccolta unica, ad accesso libero, di libri, documenti, fotografie provenienti da tutte le culture, i cui obiettivi principali sono:

  • promuovere la comprensione internazionale ed interculturale;
  • espandere il numero e la varietà di contenuti culturali disponibili online;
  • fornire risorse per educatori, studiosi ed il pubblico in generale;
  • invitare a ridurre il divario digitale tra i Paesi.

 

https://www.wdl.org/en/

 


16 MARPremio UNESCO Madanjeet Singh per la promozione della tolleranza e della non-violenza

Il Premio UNESCO Madanjeet Singh per la promozione della tolleranza e della non-violenza ricompensa attività significative nel campo scientifico, artistico, culturale o della comunicazione che abbiano come obiettivo la promozione di uno spirito di tolleranza e di non-violenza.

Il Premio è stato istituito nel 1995 in occasione dell'Anno delle Nazioni Unite per la Tolleranza e del 125esimo anniversario della nascita del Mahatma Gandhi. Era anche l'anno in cui gli Stati membri dell'UNESCO hanno adottato la Dichiarazione di principi sulla Tolleranza. La creazione del Premio è stata ispirata dagli ideali dell'Atto Costitutivo dell'UNESCO che proclama che "la pace deve essere costruita sul fondamento della solidarietà intellettuale e morale dell'umanità".

Come riconoscimento dell'impegno di una vita in favore dell'armonia comunitaria e della Pace, il Premio è dedicato a Madanjeet Singh, Ambasciatore di Buona Volontà dell'UNESCO, artista, scrittore e diplomatico indiano.

Scadenza per la presentazione delle candidature: 31 maggio 2020.

 

PER APPROFONDIRE:

- Pagina dedicata sul sito dell'UNESCO con il Bando in inglese e francese

- Traduzione in italiano del Bando a cura del Centro per l'UNESCO di Torino

05 MAREmergenza sanitaria COVID-19

L'UNESCO ha pubblicato il primo report che presenta i dati della chiusura delle scuole, a livello mondiale, dovuta all'emergenza sanitaria del COVID-19. CLICCA QUI per consultare il portale dedicato.

Attualmente sono 290 milioni gli studenti, in 13 Paesi, che non vanno a scuola: un dato senza precedenti. L'UNESCO si sta attivando per fornire supporto immediato ai Paesi coinvolti, proponendo soluzioni per l'apprendimento inclusivo a distanza.

Sull'emergenza del COVID-19 pubblichiamo il contributo della Prof.ssa Dianella Savoia, Coordinatrice del Comitato Scientifico del Centro per l'UNESCO di Torino:

 

Questa emergenza sanitaria per salvaguardare la salute e limitare la diffusione del Coronavirus rappresenta una prova difficile, ma un comportamento univoco e responsabile può aiutare a fronteggiare e risolvere la difficile situazione. Come è stato indicato, misure di “rarefazione sociale” riducono la possibilità di diffusione del virus. Come non bisogna farsi prendere dal panico, così non bisogna sottovalutare e catalogare il problema come importante solo per anziani e malati. E’ un’ epidemia dell’età globale e, come tale, causa restrizioni delle prerogative personali, che dobbiamo accettare con resistenza e resilienza.

Questa patologia, come altre apparse negli ultimi anni, determinate dai virus Ebola, SARS, MERS e Zika, è di origine animale. Il 70% delle malattie infettive emergenti deriva da un’interazione tra animali selvatici e l’uomo. La qualità ambientale, la deforestazione e l’intensificazione degli allevamenti, specialmente in alcune zone, intensificano i rapporti anche con la fauna selvatica, in particolare i pipistrelli della frutta, portatori del virus. Il salto di specie del virus può essere quindi favorito in condizioni di modificazione degli ecosistemi.

In un mondo globalizzato il concetto di salute è quindi decisamente complesso, coinvolgendo la sfera ambientale e sociale.

Forse l’attuale emergenza aiuterà a rivalutare la scienza e darà dei dubbi ai “No vax”!

23 GEN24 gennaio Giornata Internazionale dell'Educazione

L'educazione è un diritto umano, un bene pubblico ed una pubblica responsabilità.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 24 gennaio Giornata Internazionale dell'Educazione, celebrando il ruolo dell'educazione per la Pace e lo sviluppo.


Senza un'educaizone di qualità che sia inclusiva ed equa ed opportunità di apprendimento permanente per tutti, i Paesi non riusciranno a raggiungere la parità di genere ed interrompere quel ciclo di povertà che sta lasciando indietro milioni di bambini, giovani ed adulti.

Oggi, 258 milioni di bambini e ragazzi non vanno a scuola; 617 milioni di bambini ed adolescenti non sanno leggere e far di conto; meno del 40% delle ragazze dell'Africa sub-sahariana completa l'educazione secondaria e circa 4 milioni di bambini e giovani rifugiati sono al di fuori del sistema scolastico. Il loro diritto all'educazione è violato ed è inaccettabile.

Come sottolinea la Direttrice Generale dell'UNESCO, Audrey Azoulay, nel suo messaggio in occasione della Giornata:

"Perchè, adesso più che mai, dobbiamo agire. L'UNESCO, in occasione della Giornata Internazionale per l'Educazione, invoca un'azione per l'educazione. Autorità politiche ad alto livello e cittadini, Stati ed associazioni, insegnanti e genitori di studenti: ognuno, a proprio modo, ha un ruolo da svolgere nel rendere il diritto all'educazione una realtà per tutti. E' una nostra responsabilità verso le future generazioni".

Per approfondire:

 

#EducationDay

17 DICPatrimonio immateriale UNESCO: i nuovi elementi iscritti nella Lista

Dal 9 al 14 dicembre il Comitato Intergovernativo di Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, presieduto da Maria Claudia Lopez Sorzano, Segretaria alla Cultura, allo Svago e allo Sport di Bogotá, si è riunito nella capitale colombiana.

Durante questi sei giorni, i 24 membri del Comitato hanno rivisto la Convenzione  per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale nella quale è prevista una serie di procedure per l’identificazione, la documentazione, la preservazione, la protezione, la promozione e la valorizzazione del bene culturale immateriale.

Il Comitato ha, inoltre, deciso di riconoscere come Patrimonio Immateriale 35 nuovi elementi iscrivendoli ufficialmente alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale contribuendo a dimostrare la diversità del patrimonio intangibile e ad aumentare la consapevolezza della sua importanza.  

Tre di questi elementi sono italiani: Transumanza, Alpinismo e Perdonanza Celestiniana. La candidatura della Perdonanza Celestiniana ha carattere nazionale mentre le altre due sono transnazionali (la Transumanza con Austria e Grecia e l'Alpinismo con Francia e Svizzera). Sale così a 12 il numero degli elementi inscritti dal nostro paese in questa prestigiosa lista UNESCO.

 

LA TRANSUMANZA

Ogni anno in primavera e in autunno, migliaia di animali sono condotti da mandriani, accompagnati dalle loro famiglie, lungo un itinerario che attrversa le Alpi e il Mediterraneo. La pratica della transumanza modella le relazioni tra gli uomini, gli animali e gli ecosistemi ed implica dei rituali e delle pratiche sociali specifiche in materia di cura e allevamento del bestiame, di coltivazione delle terre e della gestione delle risorse idriche. I pastori transumanti hanno una conoscenza approfondita dell’ambiente, del territorio, dell’equilibrio ecologico e del cambiamento climatico e possiedono inoltre un savoir-faire particolare legato a ciò che riguarda l’artigianato e la produzione alimentare.

L'ALPINISMO

L’alpinismo è l’arte di scalare le cime e le pareti delle montagne, che esse siano di roccia o di ghiaccio. Per praticarlo sono necessarie capacità fisiche, tecniche e intellettuali: questa attività si pratica utilizzando materiale e strumenti molto specifici che bisogna saper conoscere. Si tratta di una pratica tradizionale caratterizzata da una cultura condivisa, che racchiude la conoscenza dell’ambiente dell’alta montagna, la storia della pratica e i valori che le sono associati. L’alpinismo richiede anche conoscenze approfondite sull’ambiente, sulle condizioni climatiche e sui rischi naturali. Alla base della pratica vi sono anche principi etici che riposano sull’impegno di ciascuno a non lasciare traccia del proprio passaggio, di aiutare gli altri alpinisti in caso di bisogno e un forte spirito di squadra, di cui la corda è simbolo. La maggior parte degli scalatori appartengono a club alpini, vettori della cultura dell’alpinismo. Dal XX secolo, i club alpini dei tre paesi coltivano dei legami di amicizia e organizzano frequentemente degli incontri bilaterali o trilaterali a diversi livelli.

LA PERDONANZA CELESTINIANA

 Ispirata alla bolla pontificale emessa dal Papa Celestino V, la Perdonanza Celestiniana è una celebrazione che ha luogo nella provincia de L’Aquila generalmente tra il 23 ed il 29 agosto di ogni anno. La caratteristica principale di questa commorazione è che ripropone un insieme di rituali che risalgono al 1294 veicolando un sentimento di forte appartenenza e di identità culturale, come la Marcia del perdono e l’accensione del Fuoco del Morrone. La celebrazione si conclude a L’Aquila, con l’accensione dell’ultimo treppiedi e una lunga parata accompagnata dai tre personaggi simbolo dei valori tradizionali, la Dama della bolla per l’ospitalità, il Giovin signore per la solidarietà e la Dama alla croce per la pace. La volontà di mantere viva questa tradizione da parte della comunità locale ha permesso una sempre maggiore visibilità e partecipazione.

 

CLICCA QUI per maggiori informazioni sugli altri elementi iscritti nella Lista

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Novità

Giornata mondiale delle coscienze

Testimonianza

Il mondo dei Club per l'UNESCO e della Scuola continua la propria missione. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una testimonianza che ci arriva dal presidente del Club di Agrigento, temporaneamente docente a Bologna, presso il Liceo Galvani.

 

5 aprile 2020 - Giornata Internazionale delle Coscienze ai miei studenti del Liceo Galvani di Bologna.


Cari ragazzi, 

solo qualche mese fa non immaginavo di dover giustificare ogni mio spostamento, non immaginavo che il livello di privato potesse regredire, non immaginavo ritornassero alcune paure medievali, che la distanza sociale diventasse così forte, che la Cina potesse diventare un esempio sociale da imitare, che si chiudessero le frontiere a persone ed a merci diventate di "prima necessità", di dover fare le mie lezioni a distanza, perdendo quel bellissimo lievito, che è alla base del mestiere più bello del mondo: il vivido contatto visivo tra insegnante e alunni, che è magia!

Repentinamente e silenziosamente, imprevisti e imprevedibili, stiamo provando gli effetti della pandemia, una di quelle che nel passato sono state liquidate in un solo rigo di libro di storia.

Questo "tempo non tempo" ci appare senza limiti, ma ci sta facendo riscoprire il nostro microcosmo, mentre pensavamo all'universo ed il mondo cominciava a sembrarci piccolo. Mentre pensavamo di colonizzare altri spazi, non conoscevamo il nostro bellissimo "spazio interiore".

Stiamo provando alcuni tra gli effetti importanti di una guerra, stiamo vivendo egoismo e cinismo sociale, in un momento nel quale la generazione che rappresenta la nostra storia, le nostre radici, si sta decimando a ritmi velocissimi. Penso a quanti bimbi e ragazzi perderanno racconti e ricordi, penso a coloro i quali perderanno il lavoro e la speranza, a chi abbandonerà progetti, rapporti, relazioni, amori, ...

Io non voglio restare fermo ad aspettare che il coronavirus finisca i suoi effetti, gli uomini e la capacità di immaginare il futuro del "dopo". Voglio disegnarlo ora.

Vi chiedo di seguire gli eventi e i mass media, di vivere questo tempo, di essere "teste pensanti" e di avere senso critico, di essere attivi custodi di umanità, di avere idee divergenti, perché è il pensiero divergente che innova, modernizza, cambia la storia. Vi chiedo di guardare, con cauto ottimismo all'Unione Europea, non dimenticando il passato ed anche la "storia" che stiamo vivendo oggi.

Chi saremo dopo il "tempo del coronavirus", in quali società vivremo?

Avremo gli effetti di una terza guerra mondiale?

Credo che la vostra generazione avrà un ruolo importante per ricostruire una normalità liquida che si potrà raggiungere attraverso la rifondazione di principi e valori sociali ed economici alti, in una globalizzazione ripensata che dia più valore all'Uomo e alle Relazioni umane piuttosto che alle merci e all'economia. Abbiamo, sin qui, privilegiato l'efficacia piuttosto che la sicurezza, la delocalizzazione (anche delle idee), piuttosto che la gente della porta accanto, l'economia piuttosto che le tre categorie più deboli e vulnerabili della società: anziani, disabili, giovani. Vi chiedo di essere responsabili e di ascoltare chi non ha voce, chi è voce controcorrente, di credere nel valore della condivisione e della collettività, nel rispetto del singolo individuo e dei suoi bisogni. Vi chiedo di avere coraggio e di tradurre in azione, con coscienza, idee, competenze e risorse, per rimettere in piedi, rigenerare e ammodernare l'Italia, l'Europa e il mondo, con nuovi e più avanzati modelli sostenibili e di sostenibilità ambientale.

Perché? Perché c'è un dopo, perché tra pochi anni sarà il Vostro turno! E gli anni volano.

Perché sarete il modo di uscire da questo "tempo", con tenacia e resilienza affinché la vita torni a sorriderci e si possa tornare ad abbracciarci. 

Passerete alla storia come la Generazione "R U" (a due cifre), la "Generazione della Ricostruzione dell'Umanità".


Ed anch'io sarò lì. 
Il Vostro prof. Paolo Licata

 

 

Questa é la grafica che una ragazza ha prodotto in occasione della "Giornata Internazionale delle Coscienze".

L'autrice è  di Zoe Monzini, studentessa del Liceo Galvani di Bologna.

 Il titolo è "Linee di sospensione in un silenzio innaturale".

Due volti, definiti da scarabocchi nei quali prevale il nero con innesti di blu e di rosso, in un contatto non contatto, nella ricerca di un bacio impossibile.

Uno sguardo intenso da una parte ed un volto in attesa, che non guarda, dall'altra.

Due visi che sembrano due polmoni nei cui interstizi circolano disordinate e trasversali linee rosse. Due polmoni, sospesi, vicini ma distaccati, che cercano un incontro, un contatto.

Due ragazzi in bilico su un precipizio che, a distanza, cercano un abbraccio, allontanati da un vento che segna i capelli della ragazza.

La speranza e l'attesa, nonostante tutto. 

Una grafica che esprime il disordine e le distanze che il virus ha generato dentro e attorno a noi, sostituendosi alla nostra identità.

 

 

 

 

Ipazia: Raffaello e l'arte di rendere visibile l'invisibile

In occasione del cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio, pubblichiamo con piacere, oggi 6 aprile data esatta dell'anniversario, l'articolo pervenutoci dalla Dott.ssa Frida Paolella, Regione Marche/Servizio Sviluppo e Valorizzazione delle Marche.


"Il 6 aprile 2020 ricorre il Cinquecentenario della morte di Raffaello e – in un momento storico in cui il mondo intero è col fiato sospeso per via del Covid19 e affidato completamente a donne e uomini di scienza – è doveroso omaggiare l’opera, il pensiero e la visione dell’urbinate “Principe delle Arti”, sperando di rappresentare la voce di quanti si impegnano in ambito istituzionale per valorizzare il tema della scienza per la pace e lo sviluppo ed anche donne/STEM a sostegno della parità di genere, che è anche uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Raffaello, nato ad Urbino, culla dell’umanesimo matematico e città patrimonio Unesco, attraverso molti dei suoi capolavori ha saputo creare un forte legame tra arte e scienza, un connubio che trova il suo emblema nella celebre Scuola di Atene. L’opera, che è rappresentazione della sapienza e del libero confronto di idee, avvolta da un palcoscenico classico di mirabile bellezza e perfezione prospettica, mostra numerose figure, diverse per origine e cultura, riunite in una comunità di pensiero, tra passato, presente e futuro. Una raffigurazione in cui non sfugge certo all’attenzione il volto di Ipazia, unica donna che guarda l’osservatore: splendore sublime, avvolto in un manto bianco, luminoso e raggiante, che ci avvicina idealmente ad una perfezione divina, un candore che contrasta con la ferocia della sua vicenda personale.

Astronoma e filosofa, nello sguardo di Ipazia si ritrova la sintesi perfetta del messaggio di Raffaello, il quale iniziò ad affrescare la volta della Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani proprio con la personificazione dell’astronomia (Primo Moto), posta accanto alla figura allegorica della filosofia, che tiene in mano il messaggio causarum cognitio, a significare l’importanza della conoscenza della causa dei fenomeni, compresi quelli della meccanica celeste. La rappresentazione di Ipazia – speculare all’autoritratto di Raffaello, che l’artista scelse di posizionare tra gli scienziati ai quali la sua epoca si ispirava – è un ideale “punto di fuga”, verso il quale convergono lo sguardo e le riflessioni di chi osserva. Un trionfo di luminosità che, attraverso la vicenda umana di questa donna, tiene accesi i riflettori sul messaggio universale di rendere visibile ciò che spesso è invisibile: il contributo femminile in ogni campo della conoscenza, oggi tradotto nel tema “donne e STEM”.

Scienza e donne, quindi, che con le istituzioni devono condurre una lunga marcia per l'affermazione dell’“intelligenza invisibile”. La storia dell’umanità è stata infatti scritta dall’uomo, nel senso più proprio del termine, si direbbe da una sola metà del cielo, trascurando, se non addirittura perdendo, così molte intelligenze al femminile, che non sempre hanno avuto modo di esprimersi per contribuire al progresso dell’umanità, in ogni campo del sapere.

E Raffaello, con Ipazia nella Scuola di Atene, ci ha lasciato in eredità un simbolo del libero pensiero, evocativo di donne che possono fare la differenza. Come Katherine Johnson, che – scomparsa lo scorso 24 febbraio – ha contribuito all’impresa ancora oggi considerata la più estrema compiuta dall’uomo: lo sbarco sulla Luna. Donna in controtendenza rispetto allo spirito dei suoi tempi, talento della matematica, si deve a lei il calcolo della traiettoria per la missione sulla Luna dell’Apollo 11, nel 1969. Naturale, dunque, metterla sullo stesso piano di Ipazia, che, oltre ad essere filosofa ed astronoma, fu anche matematica.

Senza i calcoli di Katherine Johnson, l’astronauta John Glenn sarebbe diventato nel 1962 il primo statunitense ad entrare in orbita attorno alla terra dopo il russo Jurij Gagarin? E la stessa Johnson, mentre era soggetta a discriminazione razziale sul posto di lavoro, di quanti “numeri primi” di Sophie Germain si sarà avvalsa? E quest’ultima, scienziata francese definita da Gauss “donna di coraggio, talento e ingegno”, quanta dedizione avrà dovuto avere se, prima di arrivare al teorema Lagrange-Germain, fu costretta per anni ad utilizzare uno pseudonimo maschile nelle sue corrispondenze con il matematico astronomo italiano, nato a Torino, Joseph-Louis Lagrange?

Guardando all’oggi: quante donne hanno dato il loro contribuito per consentire la vita sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), punta avanzata della ricerca attorno alla quale è riunita la più ampia comunità di pensiero impegnata nella costruzione e nel funzionamento dell’avamposto orbitale del progresso umano? A pochi giorni dalla Giornata mondiale del volo dell’uomo nello spazio, istituita dall’ONU nel 2011 e che ricorre il 12 aprile di ogni anno, è dunque evocativo pensare che anche molte donne hanno contribuito a realizzare il Modulo Raffaello, più volte in orbita a partire dal volo inaugurale con Umberto Guidoni, il primo astronauta europeo ad aver visitato la ISS.

Riflessioni sul tema donne e STEM sono sempre attuali e nella Scuola di Atene trovano la sintesi nella figura di Ipazia, che da secoli continua ad affascinare l’osservatore di ogni tempo e ad accompagnarlo tra gli interrogativi che il progresso scientifico e tecnologico porta da sempre con sé, per spingersi verso nuove frontiere della conoscenza. Comprese quelle oltre la volta celeste, verso le quali Raffaello sembra far innalzare le divine proporzioni delle sue opere, le sue prospettive, i suoi cieli luminosi.

Un connubio quello tra arte e scienza sottolineato anche da Didier Queloz, Premio Nobel alla Fisica 2019 che, intervistato a Cambridge il 30 gennaio dalla scienziata Francesca Faedi, ha dichiarato: “Penso che ci sia molta somiglianza tra una spinta artistica e una spinta scientifica, perché bisogna andare oltre”.

Andare oltre. Ciò che donne, scienza e istituzioni devono fare, perché l'affermazione dell’intelligenza “invisibile” ha bisogno del sostegno di tutti. Nel ricordo di Ipazia, della sua dedizione alla ricerca e alla diffusione della conoscenza che la animava e in omaggio all’opera e alla visione di Raffaello, che ancora oggi, a Cinquecento anni dalla sua morte, è celebrato come l’artista sublime di ogni tempo".

 

6.4.2020 Frida Paolella

 

Sottoscrizione in favore della Fondazione Difesa Fanciulli

Riportiamo l'APPELLO URGENTE, da parte della Fondazione Difesa Fanciulli, Fondazione con la quale collaboriamo da anni, nell'ottica dei comuni valori di solidarietà a donne, minori, deboli, per  il controllo della diffusione del virus in ambiente confinato. Ciò al fine di evitare un ulteriore aggravio di lavoro ai reparti ospedalieri già provati dall'attuale emergenza e rischio di diffusione dell'infezione.

 "Gentilissima Presidente Dottoressa Maria Paola Azzario, la ringrazio per il suo interessamento.
La nostra Fondazione in questo momento di particolare crisi legata agli eventi contingenti continua, seppur con difficoltà, a garantire l'assistenza agli ospiti sia minori sia adulti (circa duecento persone). Le segnalo, in particolare, la difficoltà nella quale versano le famiglie che accogliamo. Complessivamente parliamo di oltre trenta famiglie (più di cento persone) la maggior parte delle quali con figli minori. Nei periodi di "vita normale" riusciamo a sopperire ai lori bisogni, integrando ciò che ci viene erogato dagli Enti Pubblici invianti con quanto le Associazioni di volontariato destinano loro. Purtroppo molte di queste Associazioni hanno sospeso l'attività e le famiglie, che in questo momento di chiusura di scuole e di altri servizi hanno un carico economico maggiore, con difficoltà riescono a far fronte alle necessità di tutto il nucleo familiare.
Per questo motivo un vostro sostegno economico "una tantum".
Ringraziandola anticipatamente a nome delle nostre famiglie, le porgo i più cordiali saluti."

Elena Cornaglia Alunno Fondazione Difesa Fanciulli
 

Come Centro per l'UNESCO di Torino abbiamo deciso di aprire una sottoscrizione in favore della Fondazione per rispondere al loro appello e sostenere le loro preziose attività di accoglienza ed assistenza, ancora più preziosa in un periodo così difficile ed elargire la donazione "una tantum" richiestaci, fidando sulla vostra generosità, anche piccole cifre saranno significative del fatto che il volontariato continua a sostenersi.

Riportiamo gli estremi bancari per effettuare il bonifico:
Beneficiario:
Centro UNESCO di Torino
Banca INTESA SAN PAOLO
Filiale C.so Unione Sovietica 583
Sportello C/O Centro Internazionale di Formazione O.I.L.
Viale Maestri Del Lavoro 10 - 10127 Torino (TO)
IBAN = IT18 M030 6909 6061 0000 0116 214

CAUSALE: donazione a favore della Fondazione Difesa Fanciulli

La sottoscrizione è aperta a tutti i Soci e simpatizzanti del Centro per l'UNESCO di Torino ed anche a tutti i i Club del Piemonte.

 

In data 27 marzo 2020 sono stati inviati alla Fondazione euro 2.050,00, esito della raccolta fondi.

Immediata la risposta della Fondazione:

Gentilissima Presidente, la ringrazio per il generoso contributo. Come viene reso pubblico dai mezzi di comunicazione le famiglie più fragili stanno vivendo con più drammaticità questa situazione, in particolare quello con redditi bassissimi. Il loro sostentamento era determinato da lavoretti che, dato il momento di crisi, non riescono più a svolgere. Abbiamo già iniziato ad utilizzare quanto da voi raccolto per dare dei piccoli contributi economici proporzionati alla composizione dei nuclei familiari al fine di garantire le loro necessità.
Ringraziandola per la disponibilità e la sensibilità dimostrata le porgo i più cordiali saluti.


Elena Cornaglia Alunno Fondazione Difesa Fanciulli


GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO! Continuiamo a sostenere la Fondazione Difesa Fanciulli e tutte le Associazioni che si occupano di volontariato e di assistenza ai più deboli.

 

21 marzo Giornate Internazionali UNESCO

Il 21 marzo si celebrano due importanti Giornate Internazionali UNESCO.

La Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale fu istituita nel 1966 per eliminare qualsiasi forma di discriminazione razziale.

La Direttrice Generale dell'UNESCO, Audrey Azoulay, nel suo messaggio in occasione della Giornata, ci ricorda:

La lotta contro il razzismo fa parte del nostro impegno nei confronti della dignità umana. Questa lotta per la Pace, come ci ricorda l'Atto Costitutivo dell’UNESCO, si vincerà innanzitutto nella mente degli uomini e delle donne, poichè è nella mente degli uomini e delle donne che deve fondarsi la “solidarietà intellettuale e morale” dell’umanità.

CLICCA QUI per scaricare il messaggio integrale, tradotto in italiano a cura del Centro per l'UNESCO di Torino.

 

La Giornata Mondiale della Poesia fu istituita nel 1999 per celebrare una delle più preziose rappresentazione di identità ed espressione culturale e linguistica. Nell'anno dedicato dalle Nazioni Unite alla Salute delle Piante, la Giornata 2020 "rende omaggio ai poeti del passato e del presente che hanno lottato e lottano per la diversità biologica e la conservazione della natura".

CLICCA QUI per scaricare il messaggio integrale della Direttrice Generale dell'UNESCO, tradotto in italiano a cura del Centro per l'UNESCO di Torino.

 

 

Chiusura uffici nel rispetto del DPCM del 9 marzo 2020

Nel rispetto del DPCM del 9 marzo 2020, gli uffici del Centro per l’UNESCO di Torino sono chiusi fino al 3 aprile 2020.
Siamo operativi in remoto, potete contattarci scrivendo a segreteria@centrounesco.to.it.

Rispettiamo le regole che ci hanno dato e continuiamo a lavorare con serenità, inventando modi creativi, meno affannati e rispettosi dei nostri comuni valori. #iolavorodacasa 


 

Giornata Conclusiva Percorso Formativo 2019 2020

 

Alla luce delle disposizioni messe in atto per il contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da coronavirus COVID-19, la Giornata Conclusiva del Percorso Formativo “La Vita sulla Terra: conservare e proteggere la salute delle piante e dell’ambiente intorno a noi” è SPOSTATA A GIOVEDI’ 21 MAGGIO.


Conseguentemente, la data per la consegna dei lavori è fissata al 12 maggio.


Ci auguriamo che si possa presto tornare alla normalità e siamo certi che la Giornata Conclusiva si svolgerà al meglio, con la partecipazione di insegnanti e studenti, per portare a termine il bel lavoro che stiamo portando avanti da novembre.

 

Info: segreteria@centrounesco.to.it

 

 

 

 

 

 

 

 

CORRIERE UNESCO GENNAIO MARZO 2020

La radio: più forte e dinamica che mai

Questo numero del Corriere, uscito il 13 febbraio, è dedicato alla radio. 

L’arrivo della televisione prima, la diffusione di Internet e l’irruzione dei social media dopo, avrebbero dovuto soppiantare la radio. E tuttavia, la radio continua ad esistere facendosi portavoce del mondo. Dal 2011, ogni 13 febbraio si celebra la Giornata Mondiale della Radio che, quest’anno, ha come tema la diversità.

Ovviamente, in un secolo di esistenza, la radio è cambiata: i transistor hanno ceduto il passo ai computer e ai telefoni. Con l’avvento degli anni Duemila, poi, l’invenzione del podcast ha permesso di sviluppare una nuova scrittura radiofonica e di creare programmi che prescindono dalla diretta.

Con lo sviluppo dei social media, gli ascoltatori possono intervenire in diretta e contribuire a plasmare i programmi. Le radio devono far fronte a questa nuova partecipazione cittadina e hanno anche dovuto lasciare più spazio alle donne, ascoltatrici assidue.

Nonostante l’evoluzione della tecnologia e delle modalità di fruizione, la radio resta una voce. Una voce che sembra rivolgersi solo a noi, che parla alla nostra immaginazione, in particolare quando cala la notte, quel momento in cui si possono confidare le parole più intime.

 

Nella versione ridotta in italiano del Corriere UNESCO che vi proponiamo, troverete la traduzione in italiano dell'editoriale e l'indice in lingua inglese per orientarvi meglio nella lettura degli articoli che più vi interessano.

 

La versione integrale del Corriere è scaricabile gratuitamente al link https://en.unesco.org/courier/2020-1 nelle 7 lingue ufficiali dell’Organizzazione (inglese, francese, spagnolo, russo, arabo, cinese e portoghese).

BUONA LETTURA!